Mako Rio

Informazioni generali

 

La tecnica chirurgica con il sistema robotico Rio è stata studiata e messa a punto negli Stati Uniti. Sono stati installati 64 sistemi negli USA  con un numero di interventi pari a 5.869 di cui 3.485 solamente nel 2010 con 324 chirurghi abilitati.
Alla luce dei risultati positivi delle applicazioni è stato deciso di  importare questa tecnologia nel nostro Paese.

Il Dr. Roberto Nardacchione, Direttore dell'Unità Operativa di Chirurgia del Ginocchio, ed i suoi collaboratori si sono recati negli Stati Uniti per apprendere e poter utilizzare la metodica di Mako-Plasty, ricavandone la sensazione di trovarsi di fronte a qualcosa che cambierà il panorama dell'attuale chirurgia protesica.

Il risultati sono molto incoraggianti: l’impianto di protesi tramite il sistema robotico è infatti tre volte più accurato rispetto alla tecnica manuale e permette un risparmio di sostanza ossea che si traduce in una duttilità maggiore della protesi stessa. Questo strumento offre al chirurgo la soluzione per il trattamento di pazienti per i quali un tempo non vi erano cure adeguate. Si riducono i tempi di recupero post-operatorio e i tempi di Ricovero ( 2/3 giorni di ospedalizzazione complessivi).

Attualmente il robot permette al chirurgo di inserire solamente protesi monocompartimentali, ovvero la sostituzione del solo compartimento  malato del ginocchio (femoro-tibiale o femoro-rotuleo), ma è allo studio anche la possibilità di impianto di una protesi totale.

 “Il robot RIO  - spiega il Dr. Nardacchione, fatta salva la necessaria esperienza e capacità individuale, permette al chirurgo di lavorare con maggiore precisione e in modo meno invasivo, garantendo al paziente migliori risultati in termini di ripresa della mobilità e controllo del dolore. In mano ad un chirurgo esperto sono evidenti i vantaggi che questa attrezzatura può offrire poiché si fornisce al medico uno strumento dalla precisione straordinaria. Inoltre l'auspicata riduzione dei margini di insuccesso allarga la fascia d'età di pazienti a cui proporre una soluzione di tipo protesico”.

Ma come avviene l’operazione? “ Dopo la consueta valutazione clinica del paziente, si procede all’acquisizione di una TAC tridimensionale, - spiega il Dr. Nardacchione. - sulla quale il chirurgo può programmare il posizionamento ottimale della protesi per ripristinare la cinematica del ginocchio. Una volta pianificato l'intervento al computer si passa al tavolo operatorio, dove un sistema di telecamere ad infrarossi permette al chirurgo di riprodurre fedelmente il lavoro preimpostato. L'operazione viene seguita su un monitor simulando il lavoro in artroscopia ed il medico mediante un braccio guidato dal software effettua la fresatura per l'alloggio della protesi. Con questa metodica si limano gli errori dovuti al gesto chirurgico, all'imprecisione dello strumentario e degli strumenti, senza dimenticare il grande risparmio di tessuto osseo. Cementata la protesi l'intervento si conlude con la consueta sutura per strati dei tessuti; il paziente inizia a distanza di poche ore il recupero funzionale”.